mercoledì 06 settembre 2006 | Autore: Massimo
1° giorno:
Partenza alle ore 7.00 di Sabato 2 Settembre 2006. Arrivo a Fiera di Primiero verso le ore 9.30. Lo attraversiamo in auto e appena fuori prendiamo a destra per il paese di Tonadico. Da qui proseguiamo come per salire al Passo Cereda, ma appena dopo Castelpietra sul primo tornante giriamo a sinistra e raggiungiamo dapprima la baita Cant del Gal, poi Malga Canali a quota 1302 metri, dove parcheggiamo vicino alla sbarra che segna l’inizio del sentiero n° 711-707 (poi solo 707) che risale un poco il torrente e raggiunge dopo neanche un’ora al RIFUGIO TREVISO IN CANALI. Qui facciamo solo una piccola sosta di pochi minuti, ci facciamo preparare un panino per il pranzo da portare via. Ripartiamo per il sentiero che porta al BIVACCO C.MINAZIO (a quota 2250 metri) risalendo il ripido sentiero n° 711 del Vallon delle Lede: è qui al bivacco che facciamo sosta per un pranzo al sacco. Dopo più di un’ora e molto relax riprendiamo il cammino in salita per lo stesso sentiero n° 711 e raggiungiamo a fatica il Passo delle Lede (a quota 2695 metri), forcellina stretta e larga appena 2-3 metri da qui si scende con uguale difficoltà tra rocce e valloni franosi fino a incrociare il sentiero n° 709 che porta al RIFUGIO PRADIDALI (a quota 2278 metri). Qui arriviamo verso le 18, giusto il tempo per una cena meritata, un po’ caotica per il sovraffollamento (è sabato sera). Il minestrone di verdure dell’escursionista è obbligatorio! Cena, notte e prima colazione con tessera CAI per € 38,50. Il cellulare non prende, neanche nei dintorni del rifugio.
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2° giorno:
La mattina seguente dal Rifugio Pradidali riprendiamo lo stesso sentiero del giorno prima n° 709 per salire di 350 metri al Passo Pradidali Basso (a quota 2621 metri). Da qui ci dirigiamo verso il Lago Fradusta seguendo il sentiero n° 708. Due di noi affrontano subito il ghiacciaio attraversandolo a metà nel punto in cui il ghiaccio ormai è sciolto per raggiungere con più facilità la Cima Fradusta (a quota 2934 metri). Gli altri due scendono sul sentiero n° 708a al Lago Fradusta ed indugiano un po’ immersi nel panorama, per poi girare attorno al ghiacciaio e risalirlo sulla cresta ad Est. In cima facciamo una sosta pranzo più per avere un motivo per fermarsi e godere di un panorama unico, anche grazie alla giornata estremamente serena che ci concede una temperatura particolarmente mite: è sufficiente ripararci con alcune rocce dall’aria gelida che sale dal ghiacciaio esposto a Nord, e scaldarci al sole verso Sud. Finalmente decidiamo di scendere e seguendo i sentieri n° 708a, 708, 709, 707-709 raggiungiamo il RIFUGIO ROSETTA PEDROTTI (a quota 2581 metri) verso le ore 16.00. Qui abbiamo tutto il tempo per rilassarci, abbuffarci di strudel e birra, fare anche una doccia calda (costa € 5, ma vale la pena!), telefonare a casa (allontanandosi dal rifugio di 100 metri), giocare a carte! Una mezza pensione con tessera CAI qui costa € 36,50.
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3° giorno:
La mattina del terzo giorno lasciamo il Rifugio Rosetta Pedrotti per scendere attraverso il Col delle Fede ed il Col dei Bechi, seguendo il sentiero n° 702 per circa 1.000 metri di dislivello fino all’incrocio col sentiero n° 721 (a quota 1590 metri) che attraversa la Val di Roda e, risalendo poi più lentamente, raggiunge i Cadin Sora Ronz ed infine porta al RIFUGIO VELO DELLA MADONNA (a quota 2358 metri). 15 minuti prima del rifugio il sentiero n° 721 si incrocia con il n° 713: poco dopo incontriamo un tratto esposto di circa 30 metri ed attrezzato con corde a destra ed a sinistra, ma è di facile attraversamento e non servono ulteriori protezioni (tre crocette sulla carta Tabacco n° 22). Nonostante le indicazioni della mattina (dal Rifugio Rosetta Pedrotti il percorso era segnato da percorrere in 7 ore), raggiungiamo il citato Rif. Velo della Madonna in circa 5 e mezza: mistero! Meglio: arriviamo appena dopo le ore 14.00 ed i gestori disponibili ci ristorano con un buon pranzo. Ovviamente strudel e birra non mancano. La giornata è splendida e non rimane altro che esporsi al sole come lucertole, esplorare il panorama fantastico, vagare nei dintorni del rifugio e rilassarsi sui prati aspettando la luce della sera. Mezza pensione + extra con tessera CAI per € 48.
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4° giorno:
Alle ore 6.15 due di noi si alzano per vedere la magia dell’alba, mentre gli altri due preferiscono con calma fare colazione. Qualcuno indugia, ma alla fine verso le 9.00 riprendiamo la via del ritorno e dal Rifugio Velo della Madonna scendiamo per il sentiero n° 713, l’unico sicuro per escursionisti come noi (non attrezzati per scelta con corde e moschettoni). Dopo una discesa di oltre 750 metri, incrociamo il lungo sentiero n° 724-731, poi solo 731, che seguiamo con pazienza verso Sud, e camminando agevolmente per i boschi del Cimerlo, raggiungiamo finalmente poco dopo le ore 13 la Baita Cant del Gal (a quota 1180 metri), ideale per un pranzo di fine escursione abbondante e soddisfacente.
Categoria: In Dettaglio, Pale di San Martino

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