domenica 07 ottobre 2007 | Autore: Massimo
Il segreto per andar lontano è tenere un ritmo costante, senza fare strappi, improvvisi arresti o partenze “lanciate”, e deve essere dettato dal proprio allenamento e dalle proprie capacità fisiche.
Ognuno perciò avrà il proprio ritmo di marcia (che va rispettato!). All’inizio dell’escursione bisogna imporsi un passo più che moderato così da scaldare bene i muscoli e superare senza sfinirsi la parte più dura: la prima ora di cammino.
In particolare si dovrà tenere un ritmo di marcia coordinato con quello della propria respirazione. Le pause sono dannose perché oltre a irrigidire la muscolatura causano un raffreddamento generale del corpo.

Nel cammino il corpo deve rimanere verticale, con il baricentro perpendicolare ai piedi; in discesa e in salita il corpo può anche essere leggermente inclinato in avanti: non bisogna cioè sbilanciarsi all’indietro poiché è la premessa per scivolare!
Sui terreni sconnessi, è fondamentale studiare l’appoggio ad ogni passo. Ciò permette di fare meno fatica e risparmiarsi pericolose slogature.
I piedi in salita vanno posti di punta, appoggiando tutta la pianta escluso il tacco, cercando il terreno migliore, meno spigoloso ed evitando pietre aguzze o mobili e l’erba scivolosa. Dov’è facile scivolare bisogna appoggiare su tutta la superficie del piede per avere la massima aderenza possibile.

Una velocità di 3 o 4 chilometri all’ora è l’ideale per un percorso che non presenta dislivelli sensibili. In un’ora si superano mediamente 300 o 400 metri di dislivello in salita a passo costante e con rare fermate.

(fonte: internet, modificata)

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