Archivio dell'Autore

venerdì 12 dicembre 2008 | Autore: Massimo

Ieri ho reso operativo un altro “mattoncino” di questo blog: la gestione degli Eventi!

Questa è una sezione del sito dedicata agli eventi del gruppo, qualsiasi evento possa essere programmato per tempo: oltre alle prossime escursioni possono essere creati dagli iscritti altri appuntamenti, riunioni, ritrovi in osteria, festività e cene!!!

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mercoledì 10 dicembre 2008 | Autore: Massimo

Da ora è disponibile anche il “Libro degli Ospiti“… cos’è?

Beh… ovviamente è una versione elettronica del libro che si può trovare in ogni Rifugio e Bivacco! E’ “il” documento che registra il passaggio di un escursionista prima di noi, a volte custodisce i suoi pensieri, spesso accerta le sue intenzioni o i suoi successi, mentre a volte è solo una traccia.

Nota tecnica. Il plugin che ho utilizzato è “DMSGuestbook”

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mercoledì 10 dicembre 2008 | Autore: Massimo

Da oggi sarà possibile utilizzare le Mappe di Google all’interno del nostro sito, per segnare precisamente i luoghi delle nostre escursioni. Questo è stato possibile tramite l’utilizzo del componente aggiuntivo “uMapper”.

Si può pubblicare una mappa e sopra di essa si possono inserirci dei segnaposti grafici, delle “bandierine” segnalatrici e inoltre si possono tracciare dei percorsi. Ma è ancora una funzionalità tutta da testare.

Ciau.

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sabato 06 dicembre 2008 | Autore: Massimo

Novità in vista per il nostro Sito dei Bortolot! Con il nuovo anno desidero dare una riammodernata ai contenuti che fino ad ora avevano sofferto di una gestione manuale ormai improponibile per qualsiasi sito web. Oggi inizia la svolta, con la possibilità di interagire tutti insieme e l’autonomia di pubblicare post, fotografie e commenti da parte di tutti noi, e non solo, da qualsiasi parte del mondo!

Così dev’essere, no?

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sabato 16 agosto 2008 | Autore: Massimo

Slavazuoi…
a l’è sognar
sot i sac nizioi…
storie
che varà un poi…

Dei boni fioi…
i canta par i troi…
tra le slavazze
co amighi
che l’è i toi…
ancor’ co lori
na canzon
al Lagazzuoi.

Alberto

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sabato 16 agosto 2008 | Autore: Massimo

Un grazie a Marica che mi invia una selezione di fotografie della “sei giorni” soprannominata “Svalazzuoi”!

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domenica 07 ottobre 2007 | Autore: Massimo
Il problema dei rifiuti in natura è “spinoso e tagliente come l’orlo frastagliato di una scatoletta arrugginita” e risolverlo è difficile Una busta di plastica, il foglio di carta stagnola del pacchetto di sigarette, la linguetta della lattina di bibita: sui pascoli alpini come sulle cime appenniniche o sui litorali è purtroppo quasi “normale” trovare questi residui del passaggio dell’uomo. Lungo i sentieri, attorno ai rifugi, su ghiaioni e morene, nei ghiacciai di casa nostra come in quelli nepalesi, perfino in fondo alle grotte ha fatto la sua apparizione “il rifiuto”.

Alla base di questa situazione di degrado sta una grande maleducazione dell’uomo. Rispetto al passato infatti la nostra era produce un’enorme quantità di rifiuti che rappresentano una violenta aggressione all’ambiente, che non riesce a metabolizzarli sia perché sono troppi, e troppo concentrati, sia perché sempre più spesso sono sostanze chimiche, sconosciute alla natura, non biodegradabili e tossiche.
Basterebbe che ognuno rimetesse nello zaino questi contenitori (che, soprattutto vuoti, pesano pochissimo), per preservare integro il fascino e il significato di quegli ambienti nei quali si possono trascorrere tante ore felici.
Evidentemente le abitudini irresponsabili, assimilate nel tempo da una cultura sbagliata, finiscono col trasformarsi in condizionamenti automatici più forti del più elementare ragionamento.

Ed è così che si diventa una delle cause del degrado dell’ambiente.

La presenza massiccia di oggetti metallici e plastici, infatti, all’interno di un ecosistema fragile come quello montano, può alterare la naturale traspirazione del suolo e può inquinare le falde acquifere delle sorgenti vicine; inoltre sacchetti e lattine diventano autentiche trappole dentro le quali vanno a morire, attratti dai residui delle sostanze zuccherine, centinaia e centinaia di insetti, necessari all’impollinazione della flora alpina e dell’equilibrio ecologico dei loro microambienti.
Per tentare di arginate questi pericoli, molte sezioni del CAI affiancate da altre associazioni ambientaliste hanno organizzato meritorie iniziative di pulizia, riportando a valle quantità inimmaginabili di immondizie, e restituendo la primitiva bellezza a molti ambienti naturali, pesantemente aggrediti dall’onda del turismo.

Tuttavia queste iniziative non sono mai risolutive, anche se servono come esempio e come richiamo morale per tutti. Meglio sarebbe se venissero programmate come momenti culminanti di campagne più articolate, in cui trovano spazio altre strategie (interventi educativi, di incentivazione, legislativi, ecc.).

Quindi la prima regola è quella di riportare nello zaino tutti i rifiuti, che verranno poi destinati ad una corretta raccolta differenziata.

(fonte: internet)

domenica 07 ottobre 2007 | Autore: Massimo
“L’arrivo a un rifugio di alta montagna è una delle più dolci emozioni della vita alpina; la visita delle esili pareti in mezzo alla durezza delle rupi, ispira un senso infinito di pace e sicurezza; s’acquieta l’ansia della salita ed è sospesa l’inquietudine del giorno a venire; il nostro cuore si apre alla tenerezza come quando, dopo un lungo viaggio, poniamo il piede sulla soglia sicura della nostra casa, e l’anima si colma di gratitudine per chi ha conosciuto il rifugio”.

Con queste parole Guido Rey esprimeva, nel secolo scorso, con tinte quasi di poesia, gli stessi sentimenti che si provano quando, dopo una giornata di trekking, si arriva al rifugio.
Il rifugio comunque, non deve essere il punto di arrivo, il fine di un’escursione, ma semmai una base logistica per andare in natura.

In Italia i rifugi sono circa un migliaio, per la maggior parte di proprietà del Club Alpino Italiano. Il record d’altitudine spetta con 4554 metri alla contestatissima “Capanna Margherita”, sulla Punta Gnifetti del Monte Rosa, e il minimo è raggiunto dallo “Stromboli”, un rifugio che si trova a livello del mare. Ma al di là dell’altezza a cui sono stati costruiti, i rifugi hanno tutti per lo meno due cose in comune. La prima è che si trovano quasi sempre in località splendide, in mezzo a pascoli o foreste, ai margini di ghiacciai o laghi, aggrappati alla roccia e davanti a panorami mozzafiato. Altro elemento in comune a quasi tutti i rifugi è il fatto di avere un custode – gestore.

Sulle Alpi, la maggior parte dei custodi sono guide alpine che sono pertanto in grado, oltre che di accompagnare, anche di consigliare itinerari e di illustrare nel modo migliore tutte le caratteristiche più importanti e le peculiarità del luogo.

(fonte: internet)