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domenica 31 agosto 2008 | Autore: Massimo

27 Agosto.

Finalmente, dopo un’attesa maggiore rispetto ad altri anni, parto insieme agli altri “Bortolot” per il nostro tour. Nell’avvicinamento passiamo per Sappada, Forni Avoltri, Collina. Lasciamo l’auto al Rifugio Tolazzi, a quota 1350 metri e verso le 10 iniziamo l’ascesa sceguendo il sentiero 143. All’agriturismo Casera Morareet mi faccio fare subito un panino col formaggio di malga e bevo latte appena munto.

Arriviamo al Rifugio Marinelli a quota 2122 metri appena dopo mezzogiorno. Qui ci ristoriamo ampiamente. Da segnalare il frico con polenta ed il pasticcio “de radici de campo” e salsiccia. I gestori sono rudi e simpatici. Gino di Collina, Monica di Sutrio, Caterina gestore e cuoca, e altri.

28 Agosto.

Robi ed io ci svegliamo all’alba per le foto di rito. Dal rifugio si gode di un panorama maestoso, anche se alle 6.15 soffia un gelo a dir poco pericoloso!

(pranzo, cena, notte e colazione 57 euro)

Partiamo alle 8 per l’ascensione al Coglians, dopo aver alleggerito un poco i nostri zaini. L’ascesa procede veloce e sempre più ripida, per due ore abbondanti, io sempre ultimo tra fatica e fotografie. Fotografo tutto ciò che vedo. Faccio fatica, però. A pochi metri dalla cima mi mancano le forze alle gambe. Mi prende la paura, ma bastano pochi minuti di riposo e trovo la forza di salire in vetta, di un incredibile paesaggio, goduto tutto fino in fondo. La discesa è impegnativa come la salita, ma meno faticosa e mi mette di buon umore.

Torniamo al Rifugio Marinelli giusti per pranzo, che è abbondante e buono. Pausa “digestione” per poi ripartire per il Rifugio Lambertenghi. Qui il sentiero parte innocuo – ha anche un nome, “Spinelli” – ed infatti per un bel pezzo il camminare è un dolce attraversamento in quota attorno al versante Sud del Coglians. Ma… l’imprevisto ci aspetta impietoso: ad un tratto ci si apre dinnanzi la vista del Lambertenghi, ma è lontano e separato da un ampio vallone che scopriamo dobbiamo scendere e risalire. La discesa è violenta, vertiginosa ed esposta. Parecchi tratti hanno la corda metallica. Ho paura, come sempre più spesso mi capita, ma riesco a raccogliere le forze e rimanere concentrato. Nessun errore mi porta via.

Arriviamo al rifugio verso le 16.30 in piena discussione sulla “pericolosa” discesa e vertiginosa ferrata (almeno pare a me) che ci ha colto di sorpresa tutti quanti ed ora ci fa discutere animatamente. Se ci ripenso credo che il primo pensiero sia stato quello di rimanere vivo, concentratissimo. Il secondo pensiero, arrivato alla fine della corda è stato quello di mandare a ‘fanculo i Bortolot… della serie “preferisco vivere…”

Dentro di me so già che non sarò mai un vero alpinista scalatore, di quelli che sanno il fatto loro mentre stanno in parete appesi da una corda ed un chiodo. E nemmeno mi pesa accettare questo limite: è vita loro, non la mia.

(Al Rifugio Ed.-Pichl-Hutte un giro di birre piccole 8,70 Euro)

29 Agosto.

E’ una sveglia senza alba questa, causa stanchezza e dolori muscolari… ma siamo tutti ugualmente pronti per il percorso del giorno: sul sentiero 403 che gira a Nord del Coglians e porta al Passo Monte Croce Carnico.

(mezza pensione al Rifugio Lambertenghi 32 Euro, altre bevande 6 Euro)

Partiti verso le 9.30, saremmo arrivati al Passo verso le 17.30 dopo una adeguata sosta alla Malga Valentin per un abbondante pranzo all’austriaca.  Anche oggi un banale imprevisto mi ha tolto un po’ di serenità fisica della camminata, un’abrasione estesa sull’interno coscia sinistra… che palle! E come brucia! Ma… gioia infinita, all’albergo “al Valico” sul Passo Monte Croce Carnico, una vera doccia calda mi ha resuscitato! Acqua calda di incredibile valore! Nei rifugi già lavarsi la faccia con l’acqua a meno di 3 gradi è un’impresa, figuriamoci rinfrescare qualche parte in più del proprio corpo già strapazzato da salite e crode, e soprattutto uno zaino gravato sempre da quei soliti, aggiuntivi, 5 chilogrammi di attrezzatura fotografica che pesano sempre più su corpo e spirito!

La sera al passo passa veloce al ritmo di tris di primi, anzi “bis di tris” di primi… sei primi… ;^)

30 Agosto.

La mattina del giorno del ritorno facciamo colazione al bar dell’albergo, anchilosati, doloranti e un po’ più silenziosi. Essendo su di un passo trafficato, ci girano intorno tantissimi avventori di passaggio, di un’umanità che viaggia, lavoratori e turisti.

(al valico cena notte e colazione 38 Euro)

Poi, appena passate le 8, ripartiamo veloci verso il Marinelli, che sappiamo ospita quel giorno la fanfara della Brigata Julia. La salita parte subito in salita e come al solito vengo distaccato. Mi girano le palle, così mi fermo ancora di più a far quattro foto alle marmotte che qui vivono pacifiche e numerose, così ritrovo una serenità profonda: in fin dei conti sono qui anche per “incontrarle” e fotografarle.

Raggiungo gli altri Bortolot che ne frattempo mi aspettano e, dopo un piccolo ristoro, ripartiamo con rinnovata energia e animo, tanto che mi ritrovo solitario davanti al gruppo, che mi raggiungerà subito dopo al rifugio. Al Marinotti c’è tutto un fermento: stanno per arrivare i mezzi della fanfara e pochi minuti sono tutti al rifugio. Tra i militari c’è anche una donna soldato, bella, ma fa strano. Attorno a me gente genuina che ama le montagne come noi e attende con ansia l’inizio della musica. Ed è concerto che echeggia tra monti.

(tra birre frico e altro 22,80 Euro)

Il pomeriggio è un ritorno all’auto disteso e sereno, con un poco di malinconia addosso e la coscienza piena di un tempo fortunato. Ultima chicca, un saluto alla gentile e simpatica Ines, sorella di Gino, giù a Collina, che ci ospita nella sua “Staipo” e crea un’ulteriore occasione di amicizia e cordialità.

domenica 31 agosto 2008 | Autore: Massimo

Pubblico qui la zona dell’escursione sul Monte Coglians… cliccando e trascinando col mouse si può navigare nella cartina:

Categoria: In Sintesi, Monte Coglians  | Tags: ,  | Lascia un Commento  | 
lunedì 23 luglio 2007 | Autore: Massimo

1° giorno:

Partiamo alle ore 9.00 di Venerdì 20 Luglio 2007 dal paesino di Pecol Vecchio (poco prima di Palafavera), e ne usciamo seguendo il sentiero n° 556 che dapprima risale una pista da sci, poi si inoltra nel bosco, infine si congiunge alla comoda mulattiera segnata n° 564 che porta alla Malga Pioda; da qui si prende il sentiero segnato n° 556 che sale ripido e porta, dopo quaranta minuti al RIFUGIO A. SONINO AL COLDAI. Dopo una piccola sosta ripartiamo per la Forcella Coldai e subito dopo troviamo l’incantevole omonimo laghetto. Proseguiamo oltre sul sentiero n° 560 che dopo quasi due ore ci porta a raggiungere il RIFUGIO TISSI (a metri 2250), dove ci fermiamo per una pausa pranzo. Nel pomeriggio riprendiamo il sentiero n° 560 che dolcemente scende inesorabile e ci porta, dopo altre due ore, al RIFUGIO VAZZOLER (a metri 1714) all’estremo Sud del gruppo montuoso, e dove abbiamo deciso di fermarci per la notte (cena, pernottamento, colazione e panini per circa 45 euro)

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2° giorno:

La mattina seguente dal Rifugio Vazzoler proseguiamo il trekking sul sentiero segnato n° 558 che ahimè scende ancora un po’, per poi inerpicarsi ripido ed impietoso per 850 metri fino alla Forcella Delle Sasse (a metri 2476); dalla forcella si scende brutalmente di 400 metri per un scivoloso sentiero che gradualmente gira attorno alla Civetta Bassa, si innesta nel sentiero segnato n° 557 e punta di nuovo verso Nord. Qui l’intenzione era di salire attraverso il Passo del Tenente fino al RIFUGIO TORRANI (a metri 2984), ma la difficoltà e l’esposizione del sentiero e la mancanza nostra di adeguata protezione (imbrago, cordino, moschettoni e guanti per le corde d’acciaio) non ci hanno permesso di intraprendere questo tratto, facendoci desistere dal raggiungere la vetta del Civetta (a metri 3220); abbiamo proseguito perciò verso Nord sul sentiero segnato n° 557 che dopo altre due ore ci ha riportati al Rifugio Coldai (bibite, cena, pernottamento… in lavanderia! e colazione per circa 60 euro)

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3° giorno:

La mattina del terzo giorno è stato dedicato al riposo: colazione con tutta calma al Rifugio Coldai per poi ridiscendere passando per Malga Pioda e ritornare al paesino di Pecol Vecchio dove ci aspettava l’auto per il rientro a casa.
lunedì 23 luglio 2007 | Autore: Massimo
Escursione di 3 giorni con 2 pernottamenti in rifugio, dal 20 al 22 Luglio 2007:
  • 1° giorno: Partenza del trekking da Pecol Vecchio – Malga Pioda – Rifugio A. Sonino al Coldai – Rifugio Tissi – Rifugio Vazzoler (1° pernottamento);
  • 2° giorno: Rifugio Vazzoler – Forcella delle Sasse – Punto di Partenza per il Passo del Tenente – Rifugio A. Sonino al Coldai (2° pernottamento);
  • 3° giorno: Rifugio A. Sonino al Coldai – Malga Pioda – Ritorno a Pecol Vecchio;
mercoledì 06 settembre 2006 | Autore: Massimo

1° giorno:

Partenza alle ore 7.00 di Sabato 2 Settembre 2006. Arrivo a Fiera di Primiero verso le ore 9.30. Lo attraversiamo in auto e appena fuori prendiamo a destra per il paese di Tonadico. Da qui proseguiamo come per salire al Passo Cereda, ma appena dopo Castelpietra sul primo tornante giriamo a sinistra e raggiungiamo dapprima la baita Cant del Gal, poi Malga Canali a quota 1302 metri, dove parcheggiamo vicino alla sbarra che segna l’inizio del sentiero n° 711-707 (poi solo 707) che risale un poco il torrente e raggiunge dopo neanche un’ora al RIFUGIO TREVISO IN CANALI. Qui facciamo solo una piccola sosta di pochi minuti, ci facciamo preparare un panino per il pranzo da portare via. Ripartiamo per il sentiero che porta al BIVACCO C.MINAZIO (a quota 2250 metri) risalendo il ripido sentiero n° 711 del Vallon delle Lede: è qui al bivacco che facciamo sosta per un pranzo al sacco. Dopo più di un’ora e molto relax riprendiamo il cammino in salita per lo stesso sentiero n° 711 e raggiungiamo a fatica il Passo delle Lede (a quota 2695 metri), forcellina stretta e larga appena 2-3 metri da qui si scende con uguale difficoltà tra rocce e valloni franosi fino a incrociare il sentiero n° 709 che porta al RIFUGIO PRADIDALI (a quota 2278 metri). Qui arriviamo verso le 18, giusto il tempo per una cena meritata, un po’ caotica per il sovraffollamento (è sabato sera). Il minestrone di verdure dell’escursionista è obbligatorio! Cena, notte e prima colazione con tessera CAI per € 38,50. Il cellulare non prende, neanche nei dintorni del rifugio.
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2° giorno:

La mattina seguente dal Rifugio Pradidali riprendiamo lo stesso sentiero del giorno prima n° 709 per salire di 350 metri al Passo Pradidali Basso (a quota 2621 metri). Da qui ci dirigiamo verso il Lago Fradusta seguendo il sentiero n° 708. Due di noi affrontano subito il ghiacciaio attraversandolo a metà nel punto in cui il ghiaccio ormai è sciolto per raggiungere con più facilità la Cima Fradusta (a quota 2934 metri). Gli altri due scendono sul sentiero n° 708a al Lago Fradusta ed indugiano un po’ immersi nel panorama, per poi girare attorno al ghiacciaio e risalirlo sulla cresta ad Est. In cima facciamo una sosta pranzo più per avere un motivo per fermarsi e godere di un panorama unico, anche grazie alla giornata estremamente serena che ci concede una temperatura particolarmente mite: è sufficiente ripararci con alcune rocce dall’aria gelida che sale dal ghiacciaio esposto a Nord, e scaldarci al sole verso Sud. Finalmente decidiamo di scendere e seguendo i sentieri n° 708a, 708, 709, 707-709 raggiungiamo il RIFUGIO ROSETTA PEDROTTI (a quota 2581 metri) verso le ore 16.00. Qui abbiamo tutto il tempo per rilassarci, abbuffarci di strudel e birra, fare anche una doccia calda (costa € 5, ma vale la pena!), telefonare a casa (allontanandosi dal rifugio di 100 metri), giocare a carte! Una mezza pensione con tessera CAI qui costa € 36,50.
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3° giorno:

La mattina del terzo giorno lasciamo il Rifugio Rosetta Pedrotti per scendere attraverso il Col delle Fede ed il Col dei Bechi, seguendo il sentiero n° 702 per circa 1.000 metri di dislivello fino all’incrocio col sentiero n° 721 (a quota 1590 metri) che attraversa la Val di Roda e, risalendo poi più lentamente, raggiunge i Cadin Sora Ronz ed infine porta al RIFUGIO VELO DELLA MADONNA (a quota 2358 metri). 15 minuti prima del rifugio il sentiero n° 721 si incrocia con il n° 713: poco dopo incontriamo un tratto esposto di circa 30 metri ed attrezzato con corde a destra ed a sinistra, ma è di facile attraversamento e non servono ulteriori protezioni (tre crocette sulla carta Tabacco n° 22). Nonostante le indicazioni della mattina (dal Rifugio Rosetta Pedrotti il percorso era segnato da percorrere in 7 ore), raggiungiamo il citato Rif. Velo della Madonna in circa 5 e mezza: mistero! Meglio: arriviamo appena dopo le ore 14.00 ed i gestori disponibili ci ristorano con un buon pranzo. Ovviamente strudel e birra non mancano. La giornata è splendida e non rimane altro che esporsi al sole come lucertole, esplorare il panorama fantastico, vagare nei dintorni del rifugio e rilassarsi sui prati aspettando la luce della sera. Mezza pensione + extra con tessera CAI per € 48.
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4° giorno:

Alle ore 6.15 due di noi si alzano per vedere la magia dell’alba, mentre gli altri due preferiscono con calma fare colazione. Qualcuno indugia, ma alla fine verso le 9.00 riprendiamo la via del ritorno e dal Rifugio Velo della Madonna scendiamo per il sentiero n° 713, l’unico sicuro per escursionisti come noi (non attrezzati per scelta con corde e moschettoni). Dopo una discesa di oltre 750 metri, incrociamo il lungo sentiero n° 724-731, poi solo 731, che seguiamo con pazienza verso Sud, e camminando agevolmente per i boschi del Cimerlo, raggiungiamo finalmente poco dopo le ore 13 la Baita Cant del Gal (a quota 1180 metri), ideale per un pranzo di fine escursione abbondante e soddisfacente.
mercoledì 06 settembre 2006 | Autore: Massimo
Escursione di 4 giorni con 3 pernottamenti in rifugio, dal 2 al 5 Settembre 2006:
  • 1° giorno: da Fiera di Primiero a Tonadico poi partenza da Malga Canali – Rifugio Treviso – Bivacco Minazio – Passo delle Lede – Rifugio Pradidali (1° pernottamento);
  • 2° giorno: Rifugio Pradidali – Passo Pradidali Basso – Lago Fradusta – Cima Fradusta – Rifugio Rosetta Pedrotti (2° pernottamento);
  • 3° giorno: Rifugio Rosetta Pedrotti – Passo delle Fede – Col dei Bechi – Rifugio Velo della Madonna (3° pernottamento);
  • 4° giorno: Rifugio Velo della Madonna – Prati Ronz – Baita Cant del Gal.
martedì 30 agosto 2005 | Autore: Massimo

1° giorno:

Partenza alle ore 6.15 di Sabato 27 Agosto 2005. Arrivo previsto ad Auronzo di Cadore verso le ore 7.30. Lo attraversiamo in auto e raggiungiamo Località Giralba, e poche centinaia di metri prima del ponte sul torrente Giralba, prendiamo una stradina a destra per il bosco, dove parcheggiamo tra la vegetazione (a quota 935 metri). Aspettiamo mezz’ora per vedere se cessa di piovere poi, zaini in spalla, e prendiamo il sentiero n° 103-109 che risale il torrente, per la Val Giralba Bassa. Al Pian de le Salere prendiamo a sinistra il sentiero n° 103 per la Val Giralba Alta, e Saliamo fino al RIFUGIO G.CARDUCCI (a quota 2297 metri) telefono 0435/400485. Dopo un dovuto ristoro, ripartiamo per salire in Forcella Giralba (a quota 2431 metri). Dalla Forcella seguiamo il sentiero n° 101-103 che scende a sinistra fino al RIFUGIO COMICI (a quota 2224 metri); dopo una breve sosta riprendiamo subito il cammino sul sentiero n° 101 che attraverso il Passo Fiscalino (a quota 2519 metri) ci porta al RIFUGIO PIAN DI CENGIA (a quota 2528 metri). Cena abbondante e di qualità, pernottamento in sala da pranzo trasformata in comodi letti (trasformazione da non perdere), e colazione per un modico prezzo di Euro 33,00.

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2° giorno:

La mattina seguente dal Rifugio Pian di Cengia proseguiamo il cammino seguendo il sentiero n° 101 e con facile percorso raggiungiamo il RIFUGIO TRE CIME DI LAVAREDO (a quota 2405 metri). Dopo una breve sosta decidiamo di far visita – torce alla mano – alla Galleria del Monte Paterno scavata lungo la cresta del versante Nord; arriviamo alla fine del tunnel su una piccola terrazza a strapiombo: da cui parte la ferrata sul Paterno, ma noi ci fermiamo e torniamo indietro, riprendendo lo stesso sentiero segnato n° 101 proprio vicino al Rifugio Tre Cime di Lavaredo; presto raggiungiamo la Forcella Lavaredo (a quota 2454 metri) e poi giù al RIFUGIO LAVAREDO (a quota 2344 metri) dove ci fermiamo per il pranzo. Dopo esserci rifocillati, abbandoniamo in fretta il rifugio seguendo il sentiero n° 104 che con comodo camminamento porta ai Laghi di Cengia (a quota 2324 metri) facendo attenzione poi nel seguire le indicazioni per il sentiero n° 107 che sale al Passo del Collerena. Da qui è più comodo scendere aggirando in senso orario il Monte Collerena per ricongiungerci al sentiero n° 101 che riporta al Rifugio Comici. Qui cena e pernottamento.

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3° giorno:

La mattina del terzo giorno lasciamo il Rifugio Comici per inerpicarci sulla Forcella Croda dei Toni (a quota 2524 metri) seguendo il sentiero n° 107 da dove è possibile ammirare un panorama che ripaga dello sforzo. Poi via a sinistra; poco dopo aver lasciato la Forcella Croda Dei Toni però c’è da superare un dislivello improvviso scendendo di alcuni metri con l’aiuto di una corda metallica. Passato il pericolo, proseguiamo comodamente per i ghiaioni di Croda dei Toni, e raggiungiamo il BIVACCO A. E T. DE TONI (a quota 2578 metri) posto in prossimità della Forcella de l’Agnel. Pranzo al sacco. Di qui si prende la via del ritorno scendendo verso sinistra un ripido ed impietoso sentiero n° 106 per la Val De Marden fino alla Val Marzon che da lì diventa strada asfaltata quasi in piano e rovina un po’ lo spirito del nostro cammino, soprattutto all’incrocio con la strada principale che bisogna percorrere verso Sud per oltre un kilometro e Raggiungere Località Giralba e ritornare all’auto.
martedì 30 agosto 2005 | Autore: Massimo
Escursione di 3 giorni con 2 pernottamenti in rifugio, dal 27 al 29 Agosto 2005:
  • 1° giorno: Località Giralba di Auronzo di Cadore, Rifugio Carducci, Rifugio Comici, Rifugio Pian di Cengia e 1° pernottamento;
  • 2° giorno: Rifugio Pian di Cengia, Rifugio Locatelli, Rifugio Lavaredo, Passo del Collerena, Rifugio Comici e 2° pernottamento;
  • 3° giorno: Rifugio Comici, Forcella Croda dei Toni, Bivacco De Toni, Val de Marden, Val Marzon, Località Giralba.